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Taranto e l’Ilva: tra i cittadini umiliati |
Serspe scrive:  Migliaia di persone hanno manifestato sabato scorso contro l’inquinamento provocato dal colosso siderurgico. In attesa che il presidente della regione Puglia, Nichi Vendola, riesca a far approvare una legge anti-diossina, gran parte dei media tacciono sul problema. Il reportage per “Tu inviato”. Una città in piazza. Sì, perché, a parte la consueta guerra di cifre che si scatena in questi casi (le stime vanno dalle 10mila alle 30mila presenze), i cittadini di Taranto hanno chiaramente espresso, con una partecipazione importante e con un grado di consapevolezza finalmente adeguato, il loro indirizzo. Semplice, addirittura elementare. E cioè che anche qui, nel profondo Sud, le regole vanno rispettate. La manifestazione di sabato, indetta da Alta Marea (una sigla che riunisce 18 fra associazioni ambientaliste e comitati di cittadini) per dire basta all’inquinamento industriale in una delle città più provate d’Europa, chiedeva un drastico abbattimento dei livelli di diossina emessa dallo stabilimento siderurgico Ilva, oltre il 90% di tutta la diossina che si produce in Italia. Per cogliere appieno l’orrore del fenomeno, riportiamo quanto detto dall’Arpa Puglia, e cioè che “i camini dell’Ilva immettono nell’aria un quantitativo di diossina pari a 10mila inceneritori”. Taranto vede da quasi cinquant’anni il suo destino intrecciarsi con quello del grande siderurgico che sorge alle sue porte. L’Ilva, già Italsider, sogno di benessere e lavoro per migliaia di persone, elefantiaco stabilimento gestito con poca efficienza da uno Stato che imponeva la vocazione industriale a un territorio inconsapevole, venduto per spiccioli al primo venuto: Emilio Riva.
Lo stabilimento che dà lavoro a 15mila persone vanta una serie di primati: i lavoratori morti ammazzati (e le continuano a chiamare morti bianche), una marea di infortuni sul lavoro, le malattie professionali, il mobbing. E poi le polveri sottili, il piombo, il mercurio, la diossina che imfestano l’aria di una città fortemente segnata da tante altre vicende. Già, l’aria. Quella che respirano i lavoratori e gli abitanti del quartiere Tamburi, il più vicino allo stabilimento, dove si registra una incidenza impressionante di patologie tumorali.
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Inviato Giovedì, 04 dicembre 2008 alle 09:20  
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ILVA a giudizio in 24: omicidio colposo |
Alex scrive: Omicidio colposo. È questa l’accusa, pesantissima, alla quale dovranno rispondere 24 persone, di cui 23 dipendenti dell'Ilva - funzionari, capiarea e capiturno - rinviati oggi a giudizio a Taranto per l'incidente sul lavoro in cui morì il 9 settembre 2005 Gianluigi Di Leo, di 25 anni. Mentre passava sotto la campata del ponte dove passano i carri 17 e 18, l'operaio fu travolto e schiacciato da una trave della copertura, divelta proprio dai carri che si erano scontrati. Sotto processo è finito anche un caporeparto della ditta Nigro, che aveva eseguito lavori di carpenteria sui carri-ponte tre giorni prima dell'incidente. Il gup ha respinto la costituzione di parte civile della Fiom Cigl. Nel processo, fissato per il 4 marzo del 2009, gli imputati dovranno rispondere anche dell’accusa di omissione di cautele contro gli infortuni sul lavoro.
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Inviato Mercoledì, 03 dicembre 2008 alle 19:09  
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Beppe Grillo a Taranto |
TaBlog scrive: Spettacoli
Data Evento: lunedì, 08 dicembre 2008
Farà tappa anche nel capoluogo jonico il Delirio Tour di Beppe Grillo. Promosso da Musica e Dintorni l'appuntamento è al Palamazzola per l'8 dicembre alle 21. Il nuovo spettacolo di Beppe Grillo è uno show di azione in cui il popolare comico prosegue la sua battaglia in difesa del cittadino, consumatore e contribuente, riprendendo temi di carattere sociale e politico. Si parla di internet e il suo potere, delle grandi multinazionali e del loro strapotere, tematiche di economia sovversiva e controinformazione, ambiente e energie rinnovabili. Grillo è considerato uno dei personaggi più amati dal pubblico italiano, bandito dai media ma profeta di numerosi scandali. Il suo show è destinato a lasciare il segno, facendo riflettere sui temi più caldi del momento, politici e non solo, del Belpaese. Secondo Beppe Grillo l'Italia è un Paese in pieno delirio. Con i dipendenti in Parlamento che tra di loro si capiscono ma non sanno più cos'è la realtà. Il futuro sono le centrali nucleari, gli inceneritori, i parcheggi, i ponti sugli stretti. Parla anche di posizioni dialoganti di un Paese che dipende dall'estero per l'energia e non sfrutta le rinnovabili che dipende dall'estero per i beni alimentari e asfalta i campi di grano. Aggiunge che i pazzi non sanno di esserlo e credono che i veri pazzi siano i sani di mente. Uno show fuori dal delirio, dentro la realtà.
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Inviato Martedì, 02 dicembre 2008 alle 20:28  
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Beppe Grillo a Taranto |
Anonimo scrive: Spettacoli
Data Evento: lunedì, 08 dicembre 2008
Farà tappa anche nel capoluogo jonico il "Delirio Tour" di Beppe Grillo. Promosso da Musica e Dintorni l'appuntamento è al Palamazzola per l'8 dicembre alle 21. Il nuovo spettacolo di Beppe Grillo è uno show di azione in cui il popolare comico prosegue la sua battaglia in difesa del cittadino, consumatore e contribuente, riprendendo temi di carattere sociale e politico. Si parla di internet e il suo potere, delle grandi multinazionali e del loro strapotere, tematiche di economia sovversiva e controinformazione, ambiente e energie rinnovabili. Grillo è considerato uno dei personaggi più amati dal pubblico italiano, bandito dai media ma profeta di numerosi scandali. Il suo show è destinato a lasciare il segno, facendo riflettere sui temi più caldi del momento, politici e non solo, del Belpaese. Secondo Beppe Grillo l'Italia è "un Paese in pieno delirio. Con i dipendenti in Parlamento che tra di loro si capiscono ma non sanno più cos'è la realtà. Il futuro sono le centrali nucleari, gli inceneritori, i parcheggi, i ponti sugli stretti". Parla anche di posizioni dialoganti di un Paese che dipende dall'estero per l'energia e non sfrutta le rinnovabili che dipende dall'estero per i beni alimentari e asfalta i campi di grano. Aggiunge che "i pazzi non sanno di esserlo e credono che i veri pazzi siano i sani di mente. Uno show fuori dal delirio, dentro la realtà".
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Inviato Martedì, 02 dicembre 2008 alle 20:14  
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Serve la 'Paperon Tax' |
Morgan scrive:  Lo abbiamo ben capito, i soldi non ci sono, dice il governo. E sappiamo anche - come lo sa anche il governo - che quei sei miliardi che servirebbero per detassare almeno la tredicesima dei lavoratori dipendenti se ne sono andati nelle note operazioni elettorali di ICI e Alitalia. Ed è probabile anzi che la spesa per la nostra compagnia di bandiera non finisca qui, perché la CAI è tuttora traballante e fra le altre cose occorre restituire i trecento milioni presi in prestito. E poi, se vogliamo davvero dirla tutta a un governo che continua a sostenere la "saggezza" del proprio comportamento, ci sarebbero anche da mettere in conto almeno 5,2 miliardi di condoni tremontini - diciamo così - "non perfezionati dagli evasori" ( hanno chiesto il condono, hanno pagato la prima rata e lì, fine delle trasmissioni) che la Corte dei Conti ha segnalato come non ancora incassati qualche giorno fa. Dunque questo non proprio irreprensibile governo si mostra blindato soltanto da una parte, quella oggi meno protetta dalla crisi che è arrivata, mentre nei confronti di ricchi, furbetti ed evasori la manica è sempre molto larga. L'ultima notizia sul fronte dei tagli è quella dei fondi per risarcire i nostri soldati restati vittime di contaminazione da uranio impoverito. A questo punto piangere sul latte versato da altri non serve. Servono invece proposte chiare per reperire denaro fresco con cui fare fronte alle esigenze delle famiglie in povertà ( circa 7,5 milioni al di sotto della soglia, più altrettanti appena al di sopra) e alle piccolissime, piccole e medie imprese che rischiano la chiusura, con immaginabili ricadute sulla occupazione.
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Inviato Lunedì, 01 dicembre 2008 alle 19:20  
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Riattivazione dell'inceneritore aTaranto |
Comitato x Taranto scrive: La politica delle buone intenzioni e pessime pratiche trova Taranto ancora una volta in prima fila tra i “cattivi” comuni. Mentre tutti plaudono alla ritrovata unità tra gli enti locali sulla questione Ilva, sotto sotto, diffondendo ignoranza a mezzo stampa o tv, i bravi amministratori, capeggiati dal “fu ambientalista” Antonello de Gregorio in arte Nello, rifilano a Taranto, Statte e Massafra l’ennesimo pacco regalo di diossina e nano polveri da distribuire a piene mani sulla terra e nei polmoni. Nello de Gregorio era, fino a pochi mesi fa, un sostenitore a spada tratta dell’ambientalismo virtuoso che promuoveva, carte alla mano, il riciclaggio e il recupero come unica alternativa praticabile rispetto ai sistemi tradizionali di smaltimento dei rifiuti. Fino a quando, nominato Vicepresidente dell’AMIU di Taranto, ha assunto l’attuale forma di convinto assertore dell’incenerimento come modalità di smaltimento sano ed economico dei rifiuti, con la scusa che serve a chiudere il ciclo integrale... Ieri ha dichiarato che “finalmente” a Taranto, nell’ultima città di Puglia per raccolta differenziata, riaprirà l’inceneritore di Taranto. La cosa assurda è che riguardo alle emissioni tossiche -caso unico nella storia della tecnologia - “non possiamo avere dei dati precisi sino a quando l’impianto rimane fermo. Facciamolo, quindi, ripartire e poi vediamo.”. E poi, come si legge su un giornale locale, ha aggiunto che “l’equazione inceneritore di Taranto=aumento emissioni di diossina, … non risponde tecnicamente alla realtà” (ma come prima dice che non si può dire nulla senza misurazioni a regime e poi nega la diossina?). Tecnicamente o no, la realtà, invece, è proprio quella di un impianto resuscitato dopo trent’anni,basato su una vecchia tecnologia a griglia che, sempre tecnicamente, non può fare a meno di liberare nell’aria molte diossine e nanopolveri! Anche se siamo sicuri che De Gregorio, il Comune di Taranto, la Provincia e la Regione che hanno fatto a gara per autorizzare il prima possibile la riapertura dell’impianto, conoscono bene l’impatto inquinante di quell’inceneritore, vogliamo ricordare che tutte le pubblicazioni scientifiche sottolineano gli effetti tossici delle sostanze inquinanti,emesse da questi impianti,sulla popolazione esposta.
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Inviato Lunedì, 24 novembre 2008 alle 19:05  
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Che furbetto quel Brunetta |
Gaber scrive:  La prima immagine di Renato Brunetta impressa nella memoria di un suo collega è quella di un giovane docente inginocchiato tra i cespugli del giardino dell'università a fare razzia di lumache. Lì per lì i professori non ci fecero caso, ma quella sera, invitati a cena a casa sua, quando Brunetta servì la zuppa, saltarono sulla sedia riconoscendo i molluschi a bagnomaria. Che serata. La vera sorpresa doveva ancora arrivare. Sul più bello lo chef si alzò in piedi e, senza un minimo di ironia, annunciò solennemente: "Entro dieci anni vinco il Nobel. Male che vada, sarò ministro". Eravamo a metà dei ruggenti anni '80, Brunetta era solo un professore associato e un consulente del ministro Gianni De Michelis. Ci ha messo 13 anni in più, ma alla fine l'ex venditore ambulante di gondolette di plastica è stato di parola. In soli sette mesi di governo è diventato la star più splendente dell'esecutivo Berlusconi. La guerra ai fannulloni conquista da mesi i titoli dei telegiornali. I sondaggi lo incoronano - parole sue - 'Lorella Cuccarini' del governo, il più amato dagli italiani. Brunetta nella caccia alle streghe contro i dipendenti pubblici non conosce pietà. Ha ristretto il regime dei permessi per i parenti dei disabili, sogna i tornelli per controllare i magistrati nullafacenti e ha falciato i contratti a termine. Dagli altri pretende rigore, meritocrazia e stakanovismo, odia i furbi e gli sprechi di denaro pubblico, ma il suo curriculum non sempre brilla per coerenza. A 'L'espresso' risulta che i dati sulle presenze e le sue attività al Parlamento europeo non ne fanno un deputato modello. Anche la carriera accademica non è certo all'altezza di un Nobel. Ma c'è un settore nel quale l'ex consigliere di Bettino Craxi e Giuliano Amato ha dimostrato di essere davvero un guru dell'economia: la ricerca di immobili a basso costo, dove ha messo a segno affari impossibili per i comuni mortali.
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Inviato Lunedì, 17 novembre 2008 alle 19:57  
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Piazza Lucania : solo atroci assurdità! |
NevioConte scrive: Piazza Lucania: marciapiede sproporzionato quanto indecente. Strano è che nessuno pare ci faccia caso, Abominevole è che nessuno osi parlarne.
Causa di ciò l’atavica ignavia, la solita tragica indifferenza che in determinati comportamenti ci contraddistingue ovvero, l’acclarata apatia avverso il miglioramento delle condizioni di vita. Riusciremmo a farci calpestare da un branco di elefanti pur di non esporci in prima persona; assorbiamo e digeriamo di tutto, l’importante è tirare per la propria strada… non impicciarsi.
Mugugniamo tanto, quello sì, rimurginiamo, bisbigliamo incomprensibili parole dettate dalla rabbia, ma non tanto da farci sentire… però, non è bello essere additati come coloro che accampano, che pretendono diritti, meglio che lo facciano gli altri per noi, meglio non esporsi. Bisbigliamo frasi a mezzo tono, quello sì, ma uscire allo scoperto, neanche a parlarne… recarsi in circoscrizione per protestare, o anche solo per indicare qualche anomalia… e chi se la sente!!!
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Inviato Venerdì, 07 novembre 2008 alle 20:30  
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Cosa centra la Cai con la diossina di Taranto? |
Auro scrive:  Taranto è la città più inquinata d’Europa, e forse del mondo. Il proprietario dell’Ilva di Taranto è anche socio Cai. Come si collegano le cose? I soci della cordata Cai per il salvataggio di Alitalia cosa ci guadagnano? E’ una domanda che ci siamo posti tutti quanti. La risposta è semplice: favori dal governo. E non sono solo sospetti, ma ci sono anche i fatti. Atlantia (già Autostrade SpA., del gruppo Benetton), ha ottenuto un adeguamento molto favorevole delle tariffe autostradali. E Emilio Riva (gruppo siderurgico; Riva Acciaio SpA, Ilva SpA,) ha ottenuto la proroga per un altro anno della cassa integrazione a Genova per 550 operai. E mi vorrei soffermare proprio sul gruppo Riva. Il motivo è semplice. A Taranto con l’Ilva si sta giocando con la salute dei cittadini. Infatti i dati dell’Ines (Inventario Nazionale delle Emissioni e loro Sorgenti) non ammettono interpretazioni. L’Ines certifica, riferimento al 2006, che Taranto risulta essere la città più inquinata d’Italia e forse del mondo, anche più della cinese Linfen (per la Banca mondiale probabilmente la città più inquinata di tutto il pianeta). Considerando le sostanze più velenose nell’aria Taranto raggiunge 528 punti e la seconda, Livorno, è a quota 101. A Taranto si respira il 92% della diossina prodotta in tutta Italia, il 49% del mercurio, il 67% del piombo. Contribuiscono a produrre queste miscele letali: raffineria, cementificio e soprattutto l’Ilva. La casistica media annovera casi di tumore alla faringe per ragazzi di 13 anni, come fossero accaniti fumatori.
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Inviato Martedì, 04 novembre 2008 alle 18:35  
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In nome della Loggia P2 |
Gaber scrive:  I "cattivi maestri" quando meno te lo aspetti tornano e lanciano messaggi forti e criptici. Licio Gelli a 89 anni suonati, si scopre conduttore e ideatore di un programma, che andrà in onda su Odeon Tv (ospiti tra gli altri, il senatore a vita Giulio Andreotti, l'intellettuale di destra Marcello Veneziani e il deputato-ideologo di forza Italia, Marcello Dell'Utri), che vuole rifare la storia sua e dell'Italia, sotto la lente deformante della sua loggia segreta P2. Il Venerabile maestro nella presentazione del programma ha dispensato anche molti giudizi e suggerimenti soprattutto al suo discepolo, quel Silvio Berlusconi, tessera 1816, che sicuramente è stato più bravo del maestro stesso, tanto da diventare l'uomo più ricco e potente d'Italia. E' il Cavaliere (che con disappunto una volta si rammaricò di non essere mai arrivato al grado di "maestro"), stando al messaggio neppure tanto criptico di Gelli, l'unico in grado di portare a compimento il suo antidemocratico e anticostituzionale disegno politico racchiuso nel "Piano di rinascita democratica". Va qui ricordato un passaggio della relazione che nei primi anni Ottanta fu redatta dalla Commissione parlamentare di inchiesta sulla Loggia P2, presieduta dalla democristiana Tina Anselmi:
"L'esame degli avvenimenti ed i collegamenti che tra essi è possibile instaurare sulla scorta delle conoscenze in nostro possesso portano infatti a due conclusioni che la Commissione ritiene di poter sottoporre all'esame del Parlamento. La prima è in ordine all'ampiezza ed alla gravità del fenomeno che coinvolge, ad ogni livello di responsabilità, gli aspetti più qualificati della vita nazionale. Abbiamo infatti riscontrato che la Loggia P2 entra come elemento di peso decisivo in vicende finanziarie, quella Sindona e quella Calvi, che hanno interessato il mondo economico italiano in modo determinante. [...]
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Inviato Lunedì, 03 novembre 2008 alle 20:11  
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| Marco Travaglio |
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| In Primo Piano |

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